Menu Principale

Difesa personale l’importanza dei fattori esterni

Chi pratica arti marziali o segue corsi di autodifesa impara molte tecniche utili, e sicuramente efficaci a contrastare un aggressione, ma lo fa in un ambiente asettico, con persone amiche, e raramente pensa (o gli viene detto di pensare) alla situazione reale in cui presumibilmente dovrà applicare quelle tecniche.

 

Cosa dobbiamo fare allora? Be cominciamo col dire una cosa banale, ma comunque DOVEROSA: la prima regola dell’autodifesa dice che se non cé scontro non cè pericolo, quindi se percepiamo in tempo che la situazione sta degenerando la cosa migliore è sempre quella di allontanarsi; se questo per varie ragioni non è possibile, allora cominciamo a guardarci intorno, individuiamo le uscite, valutiamo l’ambiente, osserviamo gli oggetti presenti, identifichiamo quali siano le tecniche più e efficaci in rapporto all’ambiente, al tipo di avversario, al contesto.

Tutto questo potrà sembrare complicato da fare in pochi istanti, e in effetti lo è …. Per questo non dobbiamo farlo quando ‘è troppo tardi’, ma dobbiamo allenarci a farlo sempre, esattamente come alleniamo un pugno o un calcio. Vi proponiamo di seguito alcuni dei fattori più importanti da tenere in considerazione per migliorare il nostro sistema di autodifesa, a prescindere da quale sia il nostro stile di combattimento.

Ambiente

Spesso in palestra siamo abituati ad avere tutto lo spazio che vogliamo, ci sono dei confortevoli tappetini che attutiscono le cadute e non c’è nessun tipo di oggetto (tavolini, sedie, tappeti su cui scivolare ecc..)  che ci ostacola, questo naturalmente è normale, perché siamo in una fase di apprendimento, l’importante è però avere sempre presente che le tecniche che impariamo sono applicabili solo in determinate condizioni ambientali e quando le stesse non sono favorevoli dobbiamo optare per altre tecniche.

Pensiamo solamente a quanto sarebbe complicato effettuare una proiezione, che richiede un ampio movimento del bacino, in uno stanzino di 2 metri per 2, oppure in una stanza abbastanza grande ma piena di tavolini; pensate alla differenza che c’è tra affrontare una persona in un corridoio con l’unica uscita alle nostre spalle oppure alle sue …. Trovarsi dalla parte giusta (che non è detto sia quella a cui state pensando Sorridente ) potrebbe significare uscirne vivi o meno.

Un buon allenamento potrebbe essere quello di ragionare, per ogni tecnica che impariamo, a quale potrebbe essere il suo adattamento in una situazione ambientale particolare; ad esempio se è una tecnica che richiede un calcio ampio e circolare pensiamo a come trasformarla per usarla quando si ha poco spazio; oppure se impariamo una tecnica che richiede uno spostamento, cominciamo a pensare a come trasformarla se trovassimo un ostacolo proprio in quella direzione.

Oggetti utili/pericolosi

Sappiamo bene che ogni oggetto, anche il più banale può essere trasformato in un arma,un giornale, una bottiglia, un posacenere ecc...

Questo però vuol dire che ogni oggetto presente nel luogo dello scontro potrebbe diventare o un arma che NOI usiamo contro il nostro avversario, oppure un arma che LUI usa contro di noi.

Cominciamo col dire che se vogliamo trasformare un oggetto in un arma dobbiamo  rispettare un principio che è valido per l’uso di qualsiasi arma: SE LA SAPPIAMO USARE USIAMOLA, ALTRIMENTI LASCIAMOLA DOVE E’, in questo caso il concetto diventa: se abbiamo chiaro in mente che uso fare di un oggetto possiamo usarlo, altrimenti lasciamo perdere, perché questo comporterebbe una distrazione che potrebbe costarci caro.

Se invece è il nostro avversario a prendere un oggetto in mano, allora è il momento buono per attaccarlo, ma non cerchiamo di disarmarlo, 90 su 100 lui sta facendo quell’errore che noi abbiamo evitato, ovvero si distrae per prendere qualcosa di cui non sa bene cosa fare, noi invece non perdiamo mai di vista il nostro obbiettivo: abbatterlo e guadagnare l’uscita.

Altra considerazione da fare rispetto agli oggetti è sicuramente legata all’ambiente, non possiamo pensare ad esempio di usare un bastone lungo 2 metri in un corridoio largo un metro e mezzo, o meglio in realtà lo si potrebbe usare, ma solo con un elevata dose di maestria e selezionando accuratamente le tecniche giuste, quindi anche qui il concetto rimane lo stesso: non avventuriamoci in campi in cui non ci sentiamo sicuri.

 

FINE PRIMA PARTE, LA SECONDA PARTE DELL'ARTICOLO VERRA' PUBBLICATA IL 24 GIUGNO 2010

clicca qui per la seconda parte