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Krav Maga - Catherine Vitinger ex soldatessa dell'esercito Israeliano ci parla di quest'arte

Krav Maga Catherine VitingerCatherine Vitinger ex. soldatessa dell'esercito Israeliano, diplomata IKMF (International Krav Maga Federation, Israel, Eyal Yanilov direttore e Philippe Kaddouch Istruttore) e EIKM (Philippe Kaddouch). Fondatrice e presidente del Krav Maga Study Center.

Nell'esercito Israeliano ha conosciuto il Krav Maga e ne ha potuto testare l'efficacia e la concretezza in situazioni operative, oggi con 11 anni di esperienza alle spalle insegna, presso gli Haim Center, agli Italiani come difendersi in situazioni di tutti i tipi, ponendo l'accento non solo sull'aspetto tecnico ma anche su tutti qugli aspetti (psicologico, ambientale, preparazione nervosa e mentale ecc..) che spesso vengono trascurati ma che in realtà sono fondamentali per l'autodifesa.

 

Vi proponiamo l'intervista che gentilmente ci ha concesso per maggiori informazioni potete visionare il sito dell'Haim Center

NewBushido: Che cosa è il Krav Maga?

Catherine Vitinger:
Krav significa combattimento, e Maga con contatto. È il sistema di difesa e di combattimento sviluppato da Imi Lichtenfeld su domanda del governo Israeliano per il primo esercizio di Israel in 1948, e sviluppato in continuazione dopo, sempre da Imi. In un primo tempo solo per l’esercito, poi dal 1964 anche per i civili. Imi si ne è occupato fino alla sua morte in 1998. poi i suoi successori come spesso hanno avuto difficoltà a tenere la scuola originale in piedi.

Il Krav Maga è un sistema rapido perché non mira a cambiare la personalità dell’allievo : se è lento o nervoso o ha paura, rimane quello che è, o matura man mano, ma deve avere subito una soluzione per uscire sano e salvo da uno scontro. La tecnica deve vestire la personalità dell’allievo come un guanto. Ecco perché l’istruttore deve essere formato correttamente, è un mestiere complesso.


NewBushido: Prima di avvicinarsi al Krav maga ha praticato altri sistemi di autodifesa? se si quali?

Catherine Vitinger: No, niente altro. Ma sono una bastarda autentica (con certificato del comune ;) e sono cresciuta per le strade, ne conosco il linguaggio, i pericoli. Poi ho proseguito con un lavoro sul campo. Lì più che in palestra si impara come funzionano bulli e aggressori, a fare la distinzione tra un matto leggero, un imbecille alle prime armi, uno psicopatico e un gangster professionista.


NewBushido: In un intervista lei ha detto: "Il Krav Maga non è aggressività ma combattività"; E' una distinzione sottile ma molto sostanziale, ci spiega quale è la differenza tra le due cose?

Catherine Vitinger: L’aggressività è uno stato nervoso che traduce una debolezza, cioè che l’altro ci fa paura, un certo nervosismo a non potersi imporre. La combattività invece è associata a uno stato di nervi saldi e, perché no, al buon umore! È una forza, un tratto positivo di carattere.


NewBushido: Il Krav Maga è nella sua fase di espansione, meno di 2 anni fa pochissimi sapevano che esisteva e oggi e uno dei sistemi di difesa più apprezzati e ricercati, questo come sempre è accaduto nella storia delle arti marziali, comporta il fatto che le palestre e le federazioni di questo o di quello stile spuntino come funghi; Ci può dare dei consigli per capire se ci troviamo davanti a un istruttore serio o a qualcuno che si è improvvisato?

Catherine Vitinger: Oltre al fatto che un istruttore di professione ha anni di pratica alle spalle e una formazione completa per insegnare (tecniche ma anche psicologia e pedagogia), un istruttore autentico sa :
1- introdurre le emozioni nel contesto dello scontro (paura, rabbia, sfida ecc). Il fasullo invece lavora in un contesto di fantasma del tutto tecnico senza nessun emozione.
2 – uscire dal contesto sportivo : sulla strada l’avversario non è una persona normale ma un matto. Chi punta su di voi un coltello per strada è un sadico o criminale, gli atteggiamenti saranno diversi, le soluzioni anche.
3 – rinforzare gli allievi sul punto fisico, mentale e nervoso : la vostra domanda di prima lo dice già, un corso di Krav deve darvi le chiave per tranquillizzarvi, smontare la violenza. Dovete uscire di un corso sentendovi forti e completi, con in mente delle soluzioni che permettono di gestire tutte le situazioni di conflitto.

Insomma, un istruttore formato non insegna una tecnica per la tecnica, ma la mette in un contesto.  Spiega la differenza tra aggressori e che tecniche sono efficace per un gruppo di ragazzi tifosi violenti, un autista che scende della sua macchina con violenza, un ladro che entra in casa, un drogato incontrato per strada in notte sfonda : se uno tira un pugno non sarà lo stesso pugno, non faremo la stessa tecnica.

Alcuni imparano un sistema di combattimento aumentando aggressività e fantasmi di sopravivenza. Un buon istruttore di Krav Maga calma e tranquillizza i suoi allievi. Diceva Imi “so one may walk in peace” ("Cosi uno può camminare in pace",ndr) per tradurre l’obbiettivo di poter vivere bene nel proprio ambiente – anche se c’è bisogno di massacrare qualcuno per farlo.


NewBushido: Lei insegna anche a bambini e disabili, quali risultati riesce a ottenere con queste categorie?

Catherine Vitinger:
I bambini imparano a imporsi. È più un educazione comportamentale e un dritto a dire “no”, “no toccarmi”, “non si fa”. C’è anche un educazione civica, nel intervenire di fronte al bullismo, contro la passività e per la presa di responsabilità.
Si impara delle tecniche molto efficaci per fronteggiare eventuali colpi, violenza o kidnapping da parte di adulti forti. Per questo allenamento i ragazzi lavorano contro un adulto, mai tra di loro, per accentuare il messaggio che tra di loro devono trovare altre soluzioni, e la violenza estrema riguarda gli adulti matti o criminali.
In fine il lavoro fisico è orientato verso la capacità di fare uno sforzo tenuto più che sfoghi o ripetizioni sbagliate. Se prendiamo le flessioni per esempio l’accento è messo sulla giustezza della posizione e della tenuta del corpo, la consapevolezza dei propri muscoli, non si lascia fare ripetizioni crollando di qui di là. Questo per sviluppare la combattività e le azioni strutturate, togliere debolezze e crolli sia fisici che mentali.

Per i disabili, il lavoro è sempre personalizzato e molto complesso. Si tratta di accentuare i propri punti forti e trovare delle soluzioni di sostituzione per le tecniche che non possono fare. È appassionante sia per l’istruttore che per l’allievo di svelare un modo di possibilità che erano finora sconosciute.


NewBushido: Il mondo delle arti marziali è popolato sopratutto da uomini, eppure le tecniche di combattimento nascono proprio per consentire a una persona piccola di sopraffare una grande, quindi le donne dovrebbero esserne le prime destinatarie; Secondo lei quale è allora la ragione per la quale le donne si tengono ben lontane da questo mondo?

Catherine Vitinger: Probabilmente perché sviluppano altre soluzioni per smontare la violenza : prima la evitano di più, poi sfidano di meno l’avversario.
Poi però la società italiana non valorizza le donne che decidono di combattere sul piano fisico. In maggioranza le palestre le trattano sempre come “donne deboli”, si allenano a parte o in corsi dedicati senza scontrare una forza maggiore. L’esempio dei corsi “cintura rosa” ne è un esempio. I corsi di Krav Maga devono essere misti e progressivamente le donne si scontrano con gli uomini più forti. In Israele invece troviamo donne di 1,60m che insegnano a soldati uomini senza nessuna vergogna e in completa efficacia.

Krav Maga Catherine Vitinger


NewBushido: Quale è secondo lei la cosa più importante in un combattimento reale? quella che fa la differenza tra uscirne bene o male.

Catherine Vitinger: La caratteristica  del combattimento reale e di trovarsi davanti a un avversario che non è uno sportivo, ma uno “fuori di testa” in crisi di pazzia più o meno grave, impulsiva o constante. Che vuole veramente massacrarci. È questo che cambia tutto. Secondo me la prima qualità è di avere i nervi saldi.


NewBushido: l'allenamento fisico è importante per la difesa personale? e in che misura?

Catherine Vitinger: È importante ovviamente per avere forza negli attacchi e per reggere i contraccolpi. Poi avere delle sensazioni muscolare acuite permette di abitare di più il proprio corpo e di imporsi più facilmente. È di grande aiuto per sostenere la mente nei momenti difficili.


NewBushido: Che ruolo gioca la paura in uno scontro fisico?

Catherine Vitinger: Le paure sono diverse per ogni essere umano, non è detto che l’attacco che fa paura a uno farà paura ad un altro. Però è vero che sono le emozioni in generale che ci fregano di più sul momento. Ecco perché sono sempre presente nell’allenamento del Krav Maga.


NewBushido:
Quanto tempo ci vuole per arrivare a un buon livello di conoscenza? per capirci, diciamo a essere in grado di affrontare un aggressore disarmato e che non abbia particolari conoscenze tecniche.  

Catherine Vitinger:
Il livello di pericolo di un aggressore non si misura al fatto che sia armato o no, ne secondo le sue conoscenze tecniche, ma al suo livello di pazzia, alla sua volontà di massacrarci. Agli allievi insegniamo subito le tecniche contro minacce e attacchi armati, non è considerato come essendo un livello alto. La progressione si fa nell’identificare parecchi livelli di pericolo : imbecille, fuori di testa, criminale da poco, criminale professionale, psicopatico.

 

Krav Maga Catherine Vitinger
NewBushido:
Il suo centro si chiama Haim Center, cosa vuol dire?
Catherine Vitinger: Haim significa “vita” in ebraico.

NewBushido: Avete in programma qualche attività nel breve periodo?
Catherine Vitinger: Saremo in piazza Duomo con l’iniziativa del Comune di Milano “Milano in sport” il primo we di Settembre. Vi aspettiamo lì !