Menu Principale

Hek Ki Boen Eng Chun - intervista Suhu Riccardo Di Vito


riccardo di vito con G.M. Lin Xiang Fuk Le arti marziali sono sicuramente un variegato universo tutto da scoprire, e spesso ci si accorge che alcuni stili di combattimento sono delle vere e proprie galassie immense da esplorare, questo è sicuramente il caso del Wing Chun, la cui "scientificità" (passateci il termine) ha portato a uno sviluppo impressionante di sistemi a volte anche molto diversi tra loro, ma con un filo conduttore comune ovvero la ricerca della ottimizzazione del combattimento in maniera razionale.

Uno dei più interessanti 'sistemi planetari' della galassia Wing Chun è sicuramente L’Hek Ki Boen Eng Chun, per capire di più su questo sistema abbiamo intervistato il rappresentatnte italiano della Loggia della Bandiera Nera Suhu Riccado Di Vito.

NewBushido.it: Che cosa é l'HKB eng chun e quali sono le sue origini storiche?

Suhu Riccardo Di Vito: Tutto quello che sappiamo sull'origine del sistema è legato alla leggenda narrata in seno alla Famiglia. Non vorrei tediare nessuno con i racconti mitologici, potete comodamente leggerli sui nostri siti internet di riferimento (hekkiboen.com in primis), ma cercherò di riassumere i tratti salienti. Molti detrattori dicono e scrivono ovunque che il sistema sia stato inventato di sana pianta dal mio Maestro, mischiando varie cose. Ora, posto il fatto che se fosse così sarebbe un pazzo a non dirlo, vista l'efficacia e la totale coerenza sistemica e didattica, ho visto coi miei occhi foto, video e materiale cartaceo che conferma la versione di Famiglia. La cosa più importante è che questo sistema ha conservato tutti i canoni delle Arti Marziali Tradizionali che affondano le radici nel Tempio di Shaolìn del Fukien ('lavaggio del midollo osseo', 'classico della trasformazione dei tendini', 'corpo di cotone', 'trasferimento di energia', etc.).

Non mi soffermo volutamente sulla funzione rivoluzionaria delle società segrete, perché ci sono testi (purtroppo non in italiano) che ne parlano diffusamente. La cosa che mi preme far emergere è che l'Hek Ki Boen Eng Chun non condivide con altre branche del Wing Chun l'origine dalla monaca Ng Mui. Diciamo che la nostra antenata è morta almeno 200 anni prima, rispetto a quella di cui si parla nella tradizione del Gran Maestro Yip Man, che probabilmente aveva un Qi Gong di gran lunga migliore rispetto alla 'nostra'.
L’HKB è stato uno dei custodi dell’Eng Chun, originariamente praticato all’interno della sala Eng Chun Tim, nel suddetto Tempio. Cinque monaci scamparono al rogo del Tempio, nel Seicento, ma non sappiamo se sia una metafora delle capacità dei Maestri o se rappresentassero le prime cinque Ang Boen(in cantonese: Hung Mun) del Fujian. Quest’Arte è stata diffusa sotto il nome di Hok Kian Eng Chun Kok Sut Jia o Eng Chun Kuntao, unica nel suo genere, con solide radici nel Buddismo Chan. Da qui l’importanza data al 'detachment'(distacco), tra mente e corpo tra tempo e spazio, etc. per il raggiungimento del “vuoto” (無极 - Bukek).

Eng Chun Kun è il nome utilizzato nella provincia del Fujian, ma in Occidente abbiamo spesso utilizzato Wing Chun Kyun, perché quella più diffusa è sempre stata la versione cantonese del sistema. Solo dal 2004 il sistema HKB Eng Chun è stato insegnato pubblicamente. La creazione del sistema si rese probabilmente necessaria durante i preparativi della dinastia Ming contro l’aggressione dei Qing, nel 1644. I Ming si riunirono e si prepararono per combattere i Qing, mettendo in prima linea guerrieri, militari, monaci e chi praticava le Arti Marziali per affrontare l’emergenza, dopo un periodo fiorente e pacifico.
Il Tempio Shaolin del Sud divenne la base principale della resistenza contro i Qing. Grazie al lavoro di tanti guerrieri, proprio all’interno del Tempio nel Fujian, nacque un sistema improntato alla Massima Efficienza, dopo numerosi studi all’interno dell’Eng Chun Tim, una sala dedicata all’addestramento più profondo. Il loro scopo era quello di insegnare il nuovo sistema ai guerrieri per distruggere la dinastia Qing e preservare la profondità della conoscenza e della sapienza all’interno del Tempio. Nonostante tutto, le numerose truppe formate da guerrieri Qing distrussero e rasero al suolo il tempio di Shaolin.
Tra le organizzazioni anti-Qing la loggia da cui proviene il nostro sistema fu il gruppo meno conosciuto, principalmente per la sua riservatezza e la sua segretezza. Il ruolo del'HKB Eng Chun è stato sicuramente quello di eliminare i funzionari Manchu e i traditori delle diverse logge. Normalmente, i singoli membri della Società Segreta non si conoscevano. Co Kong Tjia Fun Jiao fu l’ultimo capo istruttore della loggia, fuggito in Indonesia nel 1907.
Fu trovato da Sujo Kwee King Yang. Dopo l’incontro, Kwee King Yang portò Tjia Fun Jiao a casa sua e se ne prese cura come fosse suo padre per due anni. Tjia Fun Jiao rimase molto impressionato dalla dedizione che Sujo aveva nel praticare le Arti Marziali cinesi e per ringraziarlo di tutto quello che aveva fatto per lui durante questo periodo decise di insegnargli tutto quello che conosceva sul sistema HKB Eng Chun.
Kwee King Yang, appartenente alla seconda generazione, è morto nel 1986, a 97 anni, e ha lasciato il prezioso tesoro del Sistema Shaolin al suo successore Su Kong The Kang Hai. Suhu Lin Xiang Fuk ha iniziato la sua formazione nell’HKB Eng Chun nel 1985 con Su Kong The Kang Hai ed ha studiato con altri Grandi Maestri del sistema, allievi del Sujo Kwee King Yang. Dal 2004 Suhu Lin ha aperto le porte all’Occidente per lo studio di questo preziosissimo Sistema.

NewBushido.it: Quale é il rapporto tra wing chun e eng chun? sono due nomi per indicare
uno stesso stile o sono due cose diverse?

Suhu Riccardo Di Vito: L’Hek Ki Boen Eng Chun è Wing Chun Kyun. In origine questo sistema è stato insegnato dal Grande Gran Maestro Kwee King Yang in Indonesia (tra il 1937 ed il 1987), sotto il nome di Hok Kian Eng Chun Kok Sut Cia o Hokian Eng Chun Kuntao (cioè Famiglia di Wing Chun KungFu del Fukien).
Sotto la direzione del Gran Maestro Lin Xiang Fuk, dal 2008 il sistema è diffuso come Hek Ki Boen Eng Chun Pai.
Il nome Hek Ki Boen – 黑旗門 – (Loggia della Bandiera Nera) proviene dalla storia orale raccontata al GGM Kwee King Yang dal suo Maestro, Tjia Fun Jiao, che fu l’ultimo Capo Istruttore della Loggia della Bandiera Nera.
GM Lin Xiang Fuk decise di utilizzare il termine HKB Eng Chun per differenziare la sua versione dagli altri sistemi di Wing Chun cantonese.
Si tratta, quindi, del nuovo sistema (il programma di addestramento) che è stato lanciato nel mondo nel 2012, totalmente preparato, sistematizzato e diffuso dal Gran Maestro Lin.
Riccardo Di Vito e Sigung Lin Xiang Fuk
NewBushido.it: Quale é la metodologia didattica che usate nella vostra scuola?

Suhu Riccardo Di Vito: Nelle nostre classi eseguiamo sempre una fase di riscaldamento in cui ogni esercizio è preparatorio del lavoro tipico del sistema, il 'distacco'. Ciò significa che, per fare un esempio, durante la corsa di riscaldamento le braccia vengono lanciate in diverse direzioni ed il respiro non segue il movimento delle stesse, per permettere agli studenti di sperimentare dall'inizio alla fine del lavoro l'applicazione del principio in ogni movimento.
Ogni settimana ci dedichiamo ad un tema specifico, in tutte le Scuole internazionali. Questo significa che in qualsiasi Scuola Hek Ki Boen Eng Chun vadano i nostri studenti, trovano la stessa didattica. Per esempio, una lavoriamo su una tecnica di braccia ed una di gambe, da utilizzare in applicazione contro il gancio. Ecco che tutti gli esercizi seguono una sequenza didattica. Si parte dallo studio di una posizione, per poi passare al gioco di gambe (sul footwork poniamo parecchia enfasi). Si pone attenzione ad una tecnica di gambe e di braccia a settimana, abbinata a quel determinato movimento di gambe, per poi metterla alla prova sia nella 'difesa personale' (prese ai polsi, takedown, etc.) sia nell'applicazione in combattimento (per esempio contro il gancio, contro il montante e così via).
Lavoriamo parecchio sul posizionamento del corpo rispetto all'avversario per l'ottenimento dell'angolo cieco (interno o esterno), perché siamo convinti che il gioco di gambe sia davvero molto importante in un contesto reale.
Poi lavoriamo con i colpitori di vario tipo per poter scaricare gli attacchi senza far male ai compagni di allenamento. Parte dei programmi è dedicata sin dal primo giorno all'ottenimento della capacità di direzionare l'energia a contatto fuori dal proprio corpo, grazie al Niam Jiu (che in altri lineage chiamano “Chi Sau”, ma che differisce sia nella parte tecnica sia nelle finalità).
Avendo diviso le classi di studio a seconda dei livelli, nella seconda classe si continua il lavoro con lo studio delle forme, esercizi di reattività, sparring via via meno collaborativo, footwork sempre più veloce e utile alla gestione del corpo sotto stress, combinazioni di tecniche maggiormente impegnative ed i nostri famosi “Kiao Jiu”, cioè gli esercizi di costruzione dei ponti (dei contatti), per trasferire energia.
 
NewBushido.it: Ci può parlare del suo Maestro?

Suhu Riccardo Di Vito: Il mio Maestro, Kenneth Lin (il cui nome cinese è Lin Xiang Fuk - 林 祥 福 -), è nato nel maggio 1975 in Indonesia. A soli dieci anni ha iniziato il suo addestramento. Il trovarsi in Indonesia, immerso nella società cinese, ha fatto sì che l'insegnamento fosse condotto in un modo molto tradizionale. Lo spazio che utilizzavano era il salotto del suo Maestro – nessuno dei Suhu (termine fukinese per 'Sifu') aveva una propria scuola ufficiale. Ma anche senza una propria scuola, i Suhu hanno formato centinaia di persone nel corso degli anni. Quindi, anche se parliamo della generazione formata da SuJo Kwee King Yang, parliamo di una palestra che non era altro che il soggiorno di casa sua, non più grande di 3 metri per 4. Si tratta, quindi, di un allenamento molto tradizionale – senza uniforme, senza docce –, alla fine si tratta semplicemente di combattimento. Quando ha imparato dal GM The Kang Hai e da altri sei Maestri della Famiglia, si allenava in un modo molto simile: gli allenamenti si tenevano nei loro soggiorni. GM The Kang Hai, il suo Maestro, aveva in casa sua un deposito al piano superiore e lo utilizzava come magazzino. Nello spazio che restava libero, si allenavano. Ogni volta che poteva, finita la scuola, tornava di fretta a casa, pranzava e usciva il più velocemente possibile. La vecchia casa era molto vicino al Bukoan (la Scuola di Arti Marziali) del GM The Kang Hai. La maggior parte delle volte lo raggiungeva in bicicletta. Si iniziava nel pomeriggio, a volte alle due, altre alle tre, altre prima, a seconda dell’orario in cui riusciva ad arrivare. Il GM li allenava tutto il giorno; la formazione non era come al giorno d’oggi. Si allenavano per ore instancabilmente. Non finiva mai prima delle otto o nove di sera, e poi, quando arrivavano gli anziani, non voleva tornare a casa perché voleva assistere ad allenamenti e conversazioni di alto livello; alcune notti rimase lì fino alle undici, se non mezzanotte, e poi di fretta a casa...è un praticante instancabile ed un Maestro di altissimo livello.


NewBushido.it: Quale é attualmente lo stato della vostra disciplina in Italia?

Suhu Riccardo Di Vito: In Italia ci sono due Accademie di formazione, la mia, a Roma, e quella di mio fratello di kungfu, il Maestro Gianluca Giusto, a Genova. Oltre a queste, abbiamo delle Scuole ufficiali e gruppi di studio in formazione. C'è davvero tanto interesse per questa branca della grande famiglia del Wing Chun. Si possono trovare tutte le informazioni sul sito ufficiale hekkiboen.com o chiamare me (3283421682) o il Maestro Gianluca (3891283417).

NewBushido.it:  Ci può descrivere una sua tipica sessione di allenamento?

Suhu Riccardo Di Vito: La mia giornata è totalmente dedicata all'Hek Ki Boen Eng Chun. Pratico tutto il giorno, in ogni gesto che compio, ma dedico alcune ore tutti i giorni per allenarmi. Ogni giorno seleziono una specialità del sistema su cui mi focalizzo, ma non ne passa uno che io non alleni diverse volte la forma Sam Chian Po, che è il cuore del nostro sistema.

NewBushido.it:  Che progetti ha l'hkb in Italia per il prossimo futuro?


Suhu Riccardo Di Vito: Abbiamo intenzione di aprire Scuole in tutte le città italiane, perché vogliamo garantire ovunque la possibilità di praticare quest'Arte, che dona benessere fisico e mentale. Sopra ogni cosa, poi, vogliamo che si possa dire di praticare “Wing Chun” senza essere derisi, come avviene ormai, dopo tanti anni di scimmiottamenti e banalizzazioni di un sistema così complesso, completo ed esaustivo.

Per ulteriori informazioni potete visitare i siti:

Sito ufficiale HKB Eng Chun Italia

Sito ufficiale Suhu Riccardo Di Vito

Blog Suhu Riccardo Di Vito