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Le forme nelle Arti Marziali, cosa sono e a cosa servono

Kata negli stili giapponesi, Taolu o Kuen negli stili cinesi, Jurus nel Silat indonesiano,sequence nella capoeira brasiliana .... E chissà quanti altri modi di chiamarle, noi in questo articolo le chiameremo con un italianissimo  “forme”, in modo da non fare discriminazioni tra gli stili, premesso ciò cominciamo ad analizzare che cosa sono e soprattutto a cosa servono, cominciando a sfatare una credenza abbastanza radicata: le forme non sono un combattimento contro un avversario immaginario, questa è una versione semplicistica della cosa che può andar bene per un intervista al Tg2, ma quando si inizia a fare sul serio con le arti marziali bisogna togliersi questa cosa dalla testa.

Và segnalato preliminarmente che mon tutti gli stili di combattimento prevedono lo studio delle forme nel loro programma, soprattutto gli stili moderni che hanno come unico fine il combattimento reale (Kravmaga, CQB,Kombato,KFM ecc..) hanno eliminato totalmente le forme, questo sostanzialmente per rendere più rapido l'apprendimento delle tecniche di autodifesa, in quanto apprenderle con un approccio tradizionale richiederebbe svariati anni.
Vediamo quindi a cosa servono le forme, partendo dal presupposto che non è possibile fare di tutta l'erba un fascio, ogni stile non solo ha le sue forme, ma anche lo scopo per cui si imparano varia da stile a stile, per fare un esempio, un kata di iaido viene insegnato con obbiettivi completamente diversi da una forma con la spada del wushu, per questo non è possibile paragonarle, ma andrebbero studiate ciascuna nel proprio contesto; in oltre ci sono differenze anche all'interno dello stesso stile tra una forma e un altra, il fatto stesso che uno stile abbia più di una forma è indicativo del fatto che ciascuna ha uno scopo diverso, per studiare affondo una forma bisognerebbe infatti conoscerne le sue origini (quale maestro l'ha codificata, con quale scopo, in quale epoca e in quale contesto storico)


Principi dello stile
In molte arti marziali nelle forme vengono sintetizzati i principi cardine dello stile (tecniche di base, posizioni, footwork), se ad esempio guardiamo una forma di Choy Lei Fut noteremo subito degli ampi movimenti circolari delle braccia che di sicuro non vedremo mai in una forma di Wing Chun, se guardiamo una sequenza di Capoeira vedremo delle acrobazie che non potrebbero mai essere compatibili con un Kata di Karate.
Alcune arti mariziali concentrano tutto in un unica forma, altre diluiscono i concetti in varie forme, ma quasi tutte, anche se a livelli diversi, prevedono l'occultamento all'interno delle forme stesse dell'essenza del proprio sistema,che quindi non potrà essere imparato per semplice imitazione, ma dovrà essere “svelato” da un Maestro, questo veniva fatto sopratutto per impedire che chi non apparteneva alla famiglia potesse imparare il sistema, dato che erano tempi in cui conoscere un sistema migliore poteva significare vivere o morire. Questo fatto ha causato l'approssimazione dilagante, sopratutto in occidente, dello studio delle forme e più in generale delle arti marziali, in quanto è rarissimo trovare un Maestro con la M maiuscola, uno che abbia realmente appreso l'essenza dello stile che insegna, anche coloro che vantano un lignaggio di tutto rispetto non è detto che siano i depositari dello stile, dato che negli ultimi 30-40 anni molti Maestri orientali hanno letteralmente venduto la loro discendenza a chiunque, ritrovandosi con l'avere a volte diverse decine di discepoli sparsi per il mondo, e molti di questi hanno visto il loro Maestro 3-4 volte in tutta la loro vita.


Applicazioni pratiche (difesa personale)
Molto spesso si tende a giudicare una forma o anche un intero stile esclusivamente basandosi sull'applicabilità pratica delle sue tecniche, dando per scontato che quello sia il loro scopo fondamentale, ma spesso non è così, o meglio, la strada che scelgono per raggiungere l'obbiettivo “difesa personale” non è così scontata; facciamo un esempio, spesso si dice che stili come il wushu sportivo o la capoeira sono troppo acrobatici per essere usati in un combattimento reale, questo può essere vero, ma il praticante di questi stili per arrivare a fare quelle forme così acrobatiche deve sviluppare un fisico potente, agile ed elastico ... cosa che sicuramente in un combattimento reale torna utile.
Inoltre bisogna capire che, così come ogni oggetto in mano a un esperto può diventare un arma, anche ogni movimento del corpo può diventare un attacco o una difesa (o entrambi) di conseguenza non esiste una sola applicazione per una tecnica, ma ne esistono potenzialmente un numero illimitato, il che vuol dire che l'efficacia di una tecnica non dipende dalla tecnica in se, ma dalla persona che la applica,la quale sceglie il modo e il contesto; ad esempio un pugno al volto è normalmente un buon modo per atterrare un avversario, se però lo tiriamo contro uno che indossa un casco e ci fracassiamo la mano, non possiamo dire “il pugno non è una tecnica efficace” siamo noi che l'abbiamo applicata senza discernimento.



Biomeccanica
Le forme servono a sviluppare la capacità di controllare il proprio corpo,innanzi tutto sviluppano quello che in termini occidentali definiremmo “memoria muscolare” ovvero si allena il corpo a rispondere, se stimolato, automaticamente senza l'intermediazione del cervello, che ovviamente c'è comunque, ma la si porta a un livello più istintivo, e quindi più immediato; in secondo luogo l'allenamento tramite le forme abitua il praticante a usare il corpo come un arma molto articolata, prestando attenzione al suo complesso più che al singolo arto; in altre parole quando si allena la singola tecnica, poniamo un pugno, il  praticante tende a concentrarsi sul braccio, perché è questo arto che apparentemente esegue la tecnica, mentre allenando la forma dovrebbe più facilmente comprendere che l'efficacia del pugno è dato dal movimento dell'intero corpo, dalla sua postura, dalla solidità della posizione, dall'eventuale rotazione del bacino, dalla posizione dell'altro braccio, e perfino dallo sguardo.
In definitiva quindi con la pratica della forma il marzialista dovrebbe imparare a 'guidare' quella complessa macchina che è il corpo umano.


Allenamento completo
La corretta esecuzione di una o più forme (a seconda degli stili) dovrebbe fungere da vero e proprio allenamento completo, in quanto oltre ad imparare le tecniche dello stile il praticante dovrebbe sviluppare la muscolatura (sia in termini di potenza che di elasticità), il fiato, l'agilità ecc.. per questo le forme più tradizionali di svariati stili, pur essendo completamente diverse dal punto di vista della tecnica di combattimento, hanno in comune molti aspetti legati all'esercizio fisico, come ad esempio la simmetria delle tecniche, iniziano e finiscono nello stesso punto, possono essere eseguite a diverse velocità ecc..


Sviluppo dell'energia

Negli stili cinesi e in quelli giapponesi la forma dovrebbe servire allo sviluppo del Chi/Ki l'energia interna, questo naturalmente è un aspetto che varia da stile a stile, e anche da scuola a scuola, ma che è comunque presente (anche se magari in minima parte) in tutti gli stili cinesi e giapponesi, fino ad arrivare in alcuni stili come il Tai Chi Chuan a usare la forma come una vera e propria pratica meditativa